20 DI PACE alla Casa del Quartiere Is Mirrionis di Cagliari | c/o MAI PIÙ MINE ANTIPERSONA | 2 ottobre 2026

 


20 DI PACE

Glossario delle buone pratiche di resistenza all’economia dello sfruttamento e della guerra

A cura di ColLAB - Collettivo Laboratorio di curatela e comunicazione Scuola Civica d’Arte Contemporanea


nell’ambito dell’incontro

MAI PIÙ MINE ANTIPERSONA

La lotta per la riconversione della Valsella Meccanotecnica attraverso il racconto di una protagonista

Cagliari, 2 ottobre 2026 – ore 17:30
Casa del Quartiere Is Mirrionis, via Nebida 36


Venerdì 2 ottobre 2026, alle ore 17:30, alla Casa del Quartiere Is Mirrionis di Cagliari, in via Nebida 36, sarà presentato 20 DI PACE – Glossario delle buone pratiche di resistenza all’economia dello sfruttamento e della guerra, progetto d’arte contemporanea che intreccia pratiche artistiche, attivismo e partecipazione per costruire un racconto collettivo delle esperienze di resistenza civile attive nel Sud Sardegna.

La presentazione si inserisce nell’incontro “Mai più mine antipersona. La lotta per la riconversione della Valsella Meccanotecnica attraverso il racconto di una protagonista”, dedicato alla testimonianza di Franca Faita, ex operaia e sindacalista della Valsella Meccanotecnica, tra le protagoniste della lunga mobilitazione per l’abbandono della produzione di mine e la riconversione civile dell’azienda. La sua esperienza rappresenta un caso significativo della possibilità di mettere in relazione diritto al lavoro, responsabilità sociale, disarmo e riconversione produttiva.

Per la durata dell’incontro, la sala della Casa del Quartiere ospiterà un nuovo allestimento dei manifesti di 20 DI PACE. La mostra sarà presentata attraverso un racconto collettivo affidato anche alle voci delle attiviste e degli attivisti che hanno partecipato al progetto, chiamati a raccontare le parole del glossario a partire dalle proprie esperienze e pratiche.



Il progetto

20 DI PACE nasce come contributo di indagine sulla complessa realtà del Sulcis-Iglesiente e del Guspinese, un territorio profondamente segnato dalla storia mineraria e industriale e oggi attraversato dalle questioni legate alla presenza dell’industria militare e alla produzione di armamenti.

Il progetto prende le mosse dalle contraddizioni di un modello di sviluppo nel quale il rapporto tra lavoro, ambiente e produzione industriale continua a porre interrogativi urgenti, soprattutto quando l’occupazione viene legata alla produzione bellica. Allo stesso tempo, intende far emergere le numerose esperienze che, nello stesso territorio, sperimentano da anni forme di resistenza dal basso, partecipazione, solidarietà, tutela ambientale, autodeterminazione e costruzione di alternative.

È proprio da queste esperienze che nasce 20 DI PACE: un tentativo di riconoscerla come pratica quotidiana e concreta, costruita attraverso azioni, relazioni e scelte capaci di mettere in discussione l’economia dello sfruttamento e della guerra.



Un glossario collettivo

La mostra prende forma attraverso un glossario collettivo composto da 40 manifesti, costruito sulla relazione tra parole e ritratti.

Diciannove parole chiave sono state individuate dalle attiviste e dagli attivisti coinvolti nel progetto, a partire dai propri percorsi e dalle pratiche sviluppate nei territori. A ciascuna parola, accompagnata da un breve testo che ne restituisce il significato, corrisponde il ritratto fotografico della persona che ha contribuito a definirla. Parole e volti costruiscono così un racconto in cui esperienza individuale e dimensione collettiva si intrecciano.

Il ventesimo spazio del glossario rimane intenzionalmente aperto ed è affidato al pubblico, invitato ad aggiungere nuove parole e ad ampliare il lessico della mostra. 20 DI PACE assume così la forma di un archivio in costruzione, capace di arricchirsi attraverso nuove esposizioni e occasioni di confronto.

La scelta del manifesto come dispositivo espositivo mette in relazione comunicazione politica e pratica artistica. Strumento storicamente utilizzato per diffondere idee, dichiarare posizioni e intervenire nello spazio pubblico, diventa qui anche un mezzo di presa di parola e partecipazione.


Dal laboratorio a ColLAB

Il concept di 20 DI PACE è stato sviluppato nell’ambito del Laboratorio di curatela e comunicazione per eventi espositivi della Scuola Civica d’Arte Contemporanea, con la partecipazione di 28 studentesse e studenti universitari, insieme a giovani professioniste e professionisti del settore.

La progettazione e la realizzazione della mostra sono state successivamente curate da ColLAB – Collettivo Laboratorio di curatela e comunicazione, nato all’interno dello stesso percorso formativo.


Le voci del progetto

Hanno partecipato alla costruzione e alla redazione delle parole del glossario:

Associazioni: APS Rimettiamo Radici, Centro Sperimentazione Autosviluppo, Comitato Riconversione RWM, ODV Consultiamoci, Scuola Civica di Politica, WarFree – Liberu dae sa gherra.

Attiviste e attivisti: Anna Boi, Maria Elisa Casadei, Daniela Collu, Barbara Contini, Giovanna Gaias, Maria Gaias, Cecilia Guaita, Cinzia Guaita, Ombretta Murgia, Efisio Murgia, Marina Muscas, Marco Palomba Meridda, Patrizia Pili, Elisabetta Pilisio, Teresa Piras, Maria Rosaria Preite, Anna Maria Sau, Arnaldo Scarpa, Marinella Tidu.


https://scuolacivicaartecontemporanea.blogspot.com/2025/11/glossario-delle-buone-pratiche-di.html


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PROGRAMMA

Venerdì 2 ottobre 2026 – ore 17:30
Casa del Quartiere Is Mirrionis – via Nebida 36, Cagliari

PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA

20 DI PACE
Glossario delle buone pratiche di resistenza all’economia dello sfruttamento e della guerra

a cura di ColLAB – Collettivo Laboratorio di curatela e comunicazione / Scuola Civica d’Arte Contemporanea

Presentazione collettiva attraverso le voci e le esperienze delle attiviste e degli attivisti protagonisti del progetto.

MAI PIÙ MINE ANTIPERSONA

La lotta per la riconversione della Valsella Meccanotecnica attraverso il racconto di una protagonista

FRANCA FAITA
ex operaia della Valsella

Il racconto in prima persona della mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori e della battaglia per l’abbandono della produzione di mine e la riconversione civile della Valsella Meccanotecnica.

Introduce e accompagna il racconto
Cinzia Guaita
WarFree – Liberu dae sa gherra APS

Saluti e introduzione
Danilo Cocco
Le Radici del Sindacato – Sardegna / Area alternativa in CGIL

Interventi

Gianni Alioti
Armare o riconvertire. Per una politica industriale di pace

Chiara Bonaiuti

Simona Fanzecco
Segretaria Generale CGIL Sarda

Enrico Rubiu
USB

Giacomo Meloni
CSS

Dibattito

Conclusioni
Arnaldo Scarpa
Comitato Riconversione RWM



ColLAB – Collettivo Laboratorio di curatela e comunicazione della Scuola Civica d’Arte Contemporanea
Membri: Tania Cogoni, Eleonora Di Marino, Luca Fantasia, Maria Firinu, Pino Giampà, Luigi Lai, Riccardo Oi, Federica Onnis, Alessio Randaccio, Francesco Simula.

Centro Sperimentazione Autosviluppo
Fondato a Iglesias nel gennaio 1999 da un gruppo di donne, il Centro nasce con l’intento di sperimentare forme e pratiche di autosviluppo a partire dai bisogni delle persone e dalle esigenze dell’ambiente locale.

Giuseppefraugallery
(Eleonora Di Marino, Pino Giampà, Riccardo Oi)
Collettivo di artisti che unisce arte e attivismo, dedicato alla ricerca e alla sperimentazione di pratiche di comunità e di resistenza culturale. Ha sede nel villaggio minerario di Normann (SU).

Scuola Civica d’Arte Contemporanea
Opera d’arte pubblica del Collettivo Giuseppefraugallery, è un progetto di pedagogia radicale che promuove l’incontro tra comunità, linguaggi e professionalità dell’arte e della cultura contemporanea. La Scuola coltiva lo spirito critico e sostiene l’emergere di nuove forme di espressione collettiva capaci di trasformare il tessuto sociale e culturale.

Scuola Civica di Politica – La città in Comune
Associazione nata per essere un luogo di teoria e pratica dell’impegno civile e della democrazia partecipata. Promuove un nuovo rapporto con la Natura e la Terra, rafforzando la coesione comunitaria e favorendo trasformazioni sociali positive.

Warfree – Liberu dae sa Gherra
Rete che valorizza e sostiene le imprese sarde impegnate a offrire prodotti e servizi etici e sostenibili, certificati dal marchio europeo “WarFree – Liberu dae sa Gherra”.